Una sedia di legno, un paio di scarpe, un asciugamano e lo stesso pavimento: oggetti comuni con cui si ha a che fare ogni giorno. Difficile pensare che anche loro possano avere un suono, oltre al comune cigolio che producono nel loro uso quotidiano. Più che un suono, una musica, un ritmo: una qualità intrinseca che hanno inconsapevolmente e che poche volte viene mostrata; ma quando viene rivelata, difficilmente nella stessa sera si riesce a toccare uno di questi oggetti senza pensare al suo potenziale “diverso”. Certo non è una cosa da tutti suonare con grande tecnica qualunque oggetto capiti a tiro. Certo non è che sia facile far rimanere incollate delle persone ad ammirare una sedia che viene suonata con delle bacchette. Certo è che il batterista olandese Han Bennink è uno di questi maghi che rivelano come tutto ciò che ci circonda può avere una sua musicalità e può dialogare in un free jazz da urlo con signor strumenti come il sassofono o il clarinetto stupendamente suonati da Daniele D’Agaro.Sul palco del Teatro Fondamenta Nuove di Venezia Han Bennink dà spettacolo, diverte ed emoziona con il suo compagno di avventura Daniele D'Agaro cercando di spingersi oltre, facendosi guidare da un ritmo che cresce vertiginosamente tanto da far urlare a un Bennink scatenato “I’ve got the feeling that i’m falling”.
Il batterista olandese e il sassofonista/clarinettista friulano danno vita a un dialogo incredibile, molto acceso e travolgente: il ritmo rapisce lo spettatore portandolo in viaggio verso diverse melodie, ricordando sonorità come Sun Ra o The Dedication Orchestra. Han Bennink fa follie picchiando l’asciugamano contro le pelli della batteria, distendendosi in terra per battere le bacchette contro il pavimento, appoggiando il piede sulla cassa o cercando un debole suono strofinando le dita contro una pelle inumidita con della saliva, proprio come i bambini fanno con i bicchieri al ristorante. Daniele D’Agaro non si scompone un solo attimo, sorridente durante gli assoli del suo compagno ed estremamente concentrato sul suo strumento mentre compie incantevoli ritmi vorticosi grazie al suo fiato e alle sue magnifiche dita. Un piacere guardarle mentre scorrono velocissime tutti i bottoni del sax.
Una serata dove il free jazz ha inglobato sonorità provenienti da altre parti, da altri oggetti inusitati. E che lo spettatore ha avuto il piacere di scoprire. I due grandi maestri del jazz internazionale vanno oltre le aspettative, superandole: grazie Han Bennink e grazie Daniele D’Agaro.
Visto al Teatro Fondamenta Nuove, Venezia
Carlotta Tringali
foto di Laura Fregona

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