mercoledì 14 luglio 2010

Padova Estate Carrarese - Secondo Appuntamento con l' OPV
















Recensione del Concerto dell' Orchestra di Padova e del Veneto di mercoledì 30 giugno 2010.


suona: Orchestra di Padova e del Veneto.

ospiti: Emanuele Segre, chitarra - Maffeo Scarpis, direttore.



Si rinnovano anche per quest’anno i concerti estivi dell’Orchestra di Padova e del Veneto nella suggestiva cornice del cortile di Palazzo Zuckermann, in Padova, nell’ambito Padova Estate Carrarese, andando così confermare il successo della scorsa edizione.

Presentandosi come una piccola Stagione, sia per l’ eterogeneità del repertorio proposto che per la qualità degli interpreti ospiti, la Rassegna é stata inaugurata lunedì 21 giugno con il concerto di Enrico Bronzi, violoncellista di caratura internazionale e già ospite della Stagione 2009/2010, nei panni di performer e direttore.

La seconda data in manifesto vede ospiti dell’OPV il chitarrista Emanuele Segre, anch’egli riconosciuto concertista di fama internazionale, e il M° Maffeo Scarpis, direttore di grande esperienza.

Quasi a voler riprendere il discorso interrotto alla scorsa Biennale Musica di Venezia, il repertorio in programma rende omaggio a compositori contemporanei legati all’estetica minimalista. Infatti, ad aprire la serata é l’esecuzione de Festina Lente per orchestra d’ archi del compositore estone Arvo Pärt, dove la scarna struttura armonica e la drastica riduzione del materiale compositivo che la caratterizza non impediscono all’Orchestra di mantenere salda l’attenzione dell’uditorio, guidata da una bacchetta ferma, precisa e molto ordinata.

Di tutt’altro carattere é l’ esecuzione di Shaker Loops di John Adams -uno dei capostipiti della corrente minimalista americana- nella sua versione per orchestra, dall’originale per settetto d’archi. L’ intera composizione si articola in quattro sezioni che sviluppano cellule ritmiche melodiche, creando un effetto onda “increspata e luccicante“. Risulta piuttosto eloquente la dicitura “loops” che tanto si avvicina all’idea di continua iterazione dello stesso materiale sonoro, ispirata anche dall’era della tape music (e magari con una lieve sbirciata a It’s Gonna Rain del collega Steve Reich).

Minacciata da un tanto imprevisto quanto massiccio assalto di formiche volanti, La seconda metà in programma si apre e termina con l’esecuzione di The Black Owl per chitarra e orchestra del violoncellista-compositore Giovanni Sollima, scritto già tre anni or sono ma che ha visto in questo evento la sua seconda esecuzione assoluta (la prima ha avuto luogo lo scorso 6 giugno al Teatro Politeama Greco di Lecce, interpretato sempre dal M° Segre). La prima sezione si caratterizza per una lunga cadenza della chitarra, dove la sottile linea melodica viene arricchita da un denso arpeggio nella parte solistica e da un leggerissimo accompagnamento orchestrale; questa introduce un agitato, irruente (e tecnicamente molto impegnativo) tema un po’ arabo e vagamente spagnoleggiante (ma decisamente kich). La terza ed ultima sezione si sviluppa in un lirico e vibrato Adagio dalla scrittura molto idiomatica, che permette (anche grazie ad un indiscutibile gusto del solista e ad un attento senso musicale dell’orchestra) di far “cadere in piedi” una composizione piuttosto spoglia di idee decisive.

E’ stato assolutamente all’altezza delle aspettative e pienamente confermato dal pubblico (giunto in discreto numero) il doveroso fuoriprogramma del M° Segre, che chiude la serata regalando una superba esecuzione del Preludio n.1 per chitarra sola del compositore brasiliano Heitor Villa-Lobos.

Apprezzando il grande lavoro dell’orchestra e lodando il Comune di Padova per aver rinnovato questa bella iniziativa, l’ attenzione é rivolta ora verso il prossimo concerto (dal sapore decisamente mozartiano), lasciato alla bacchetta di Carlo Goldstein e ai tasti di Andrea Bacchetti, in programma sempre a Palazzo Zuckermann per mercoledì 14 luglio.



Carlo Siega

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