
Quale miglior modo di incominciare a Venezia il mese di febbraio (cruciale a causa del carnevale) dello strepitoso recital offerto il 1º febbraio dal baritono Christian Gerhaher?
Accompagnato al piano dal suo partner abituale Gerold Huber, si é presentato alla Fenice con un programma esclusivamente dedicato a Gustav Mahler.
Spazio dunque alle raccolte “Lieder eines fahrenden Gesellen” (Canti di un apprendista errante), “Kindertotenlieder” (Canti dei bambini morti), “Des Knaben Wunderhorn” (Il corno magico del fanciullo) e “Lieder und Gesänge aus der Jugendzeit” (Canti e canzoni dell’adolescenza).
Il programma interamente mahleriano crea un intelligente dialogo colla stagione sinfonica veneziana 2009-2010, denominata appunto “nel segno di Mahler”. Ha inoltre il pregio di riallacciarsi idealmente al recital canoro dello scorso 14 dicembre, quando fu di scena un florilegio della musica viennese d’avanguardia di inizi secolo, con brani di Schoenberg, Berg, Webern e Alma Mahler (proprio lei, la moglie di Gustav).
Gerhaher è uno delle voci più acclamate dell’ultimo decennio; alla Fenice dà l’ennesima prova della propria eccezionale agilità vocale, e si dimostra completamente a proprio agio anche nei non rari passaggi virtuosistici. La sua voce sicura e pulita non teme le numerose asperità tecniche, affrontate invece con grande scioltezza e purezza timbrica. Unica pecca, qualche lieve segno di affaticamento mostrato poco prima dell’intervallo, a cui però ha fatto seguito una magistrale interpretazione dei Kindertotenlieder. Il baritono ha dato ai laceranti versi di Fredrich Rueckert una lettura che fondeva la bruciante ed inestinguibile sofferenza che emerge dal testo con un dolore vissuto dignitosamente.
Grande pecca, la scarsa affluenza di pubblico: occupati poco più della metà dei posti in platea, terzo ordine completamente vuoto, qualche sparuta presenza in loggione. Errore in fase di programmazione? Direi di no; la tradizione liederistica è immensa (e d’immenso valore), e meriterebbe più attenzioni di quelle che oggi riceve in Italia. Un bravo dunque alla Società Veneziana Concerti anche per aver inserito in programma questo piccolo focus su Mahler, ottimo prologo delle celebrazioni previste per il 2011, centenario della morte del compositore.
Francesco Gelati - Note a margine

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